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Licenziamento orale: l’onere della prova ricade sul lavoratore

Con Sentenza n.149 dell’8 gennaio 2021, la Suprema Corte di Cassazione ribadisce il principio secondo il quale la prova circa la sussistenza del licenziamento orale spetta al lavoratore. La relativa dimostrazione non può tuttavia consistere nella mera cessazione dell'esecuzione delle prestazioni derivanti dal rapporto di lavoro che può discendere da licenziamento, da dimissioni

Impugnazione del licenziamento a mezzo PEC: invalida se non è firmata digitalmente dal lavoratore

Con Ordinanza del 29 gennaio 2020, il Tribunale di Monza, Sez. Lavoro, ha affermato che la scansione dell’impugnativa del licenziamento inviata via PEC da un Avvocato, per poter essere ritenuta valida ed efficace deve essere sottoscritta digitalmente dal lavoratore o dal suo difensore. IL FATTO- Un lavoratore impugnava giudizialmente, innanzi al Tribunale competente,

ll lavoratore reintegrato in una mansione inferiore a quella antecedente al licenziamento deve essere risarcito

Con Ordinanza n. 6750 del 10 marzo 2020, la Suprema Corte di Cassazione, Sez. Lavoro, ha affermato che il lavoratore che venga reintegrato in una mansione inferiore rispetto a quella ricoperta prima del licenziamento dichiarato illegittimo, ha diritto ad ottenere il risarcimento dei danni provocati dal demansionamento. IL FATTO- Un lavoratore

Legittimo il licenziamento del lavoratore che importuna le colleghe nella chat aziendale

 Con Sentenza n. 439 del 4 marzo 2020, la Corte d’Appello di Milano ha ritenuto la legittimità del licenziamento irrogato al dipendente che aveva importunato ripetutamente le colleghe tramite la chat aziendale interna, risultando tale comportamento lesivo del vincolo fiduciario alla base del rapporto lavorativo. IL FATTO- Un lavoratore impugnava giudizialmente,

Il lavoratore licenziato in mancanza di previa contestazione dell’illecito ha diritto alla reintegrazione

Con Sentenza n. 4879 del 24 febbraio 2020, la Suprema Corte di Cassazione, Sez. Lavoro, ha affermato che se le condotte poste alla base del licenziamento disciplinare non siano state precedentemente contestate seguendo l’iter previsto dall’art. 7 dello Statuto dei Lavoratori il lavoratore ha diritto alla reintegra. IL FATTO- Un lavoratore impugnava

Licenziamento per assenza ingiustificata: può essere sproporzionato anche se previsto dal CCNL

Con Ordinanza n. 3283 dell'11 febbraio 2020, la Suprema Corte di Cassazione, Sez. Lavoro, ha affermato che il licenziamento per assenza ingiustificata, pur essendo una sanzione prevista dal CCNL di riferimento, può risultare sproporzionato con riferimento al caso concreto. IL FATTO- Una lavoratrice impugnava giudizialmente, innanzi al Tribunale competente, il licenziamento

Se l’azienda “chiude” nelle more del giudizio, al lavoratore illegittimamente licenziato spetta solo il risarcimento del danno

Con Ordinanza n. 1888 del 28 gennaio 2020, la Suprema Corte di Cassazione, Sez. Lavoro, ha affermato che, qualora nelle more del giudizio di impugnazione del licenziamento sopravvenga un mutamento della situazione organizzativa e patrimoniale dell’azienda tale da non consentirne la prosecuzione, il Giudice non può disporre la reintegrazione del dipendente

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