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Home > Author: Roberta Bortone

Una rilettura di Karl Polanyi

La maledetta pandemia da Covid-19 con la quale ci troviamo a fare i conti mette in discussione alcuni fondamenti su cui poggia l’assetto economico globale. La chiusura delle frontiere, la pesante crisi economica derivante dall’interruzione di molte attività e una rinnovata attenzione ai temi ambientali ci inducono a una riflessione

Sono passati 50 anni

Lo Statuto dei lavoratori, la legge 20 maggio 1970, n. 300, compie 50 anni e io, piuttosto che parlare dei contenuti della legge, voglio condividere qualche ricordo personale, perché della legge moltissimo è stato detto e sarà detto ancora. 50 anni fa io ero alla fine delle lezioni del secondo anno

Una via contrattuale al salario minimo legale (di Roberta Bortone)

In un articolo apparso sul Fatto Quotidiano del 4 settembre scorso, Piergiovanni Alleva difende l’idea di introdurre per legge un salario orario minimo di 9 Euro lordi, soprattutto rispondendo a quanti affermano che i lavoratori delle categorie i cui contratti collettivi prevedono retribuzioni inferiori, sarebbero spinti ad agire in giudizio

Retribuzione minima e salario minimo legale (di Roberta Bortone)

In questi giorni la politica discute della possibile introduzione di un salario minimo legale, cioè della definizione per legge di una retribuzione oraria minima per qualsiasi lavoratore dipendente. In realtà per definire la retribuzione minima sarebbe sufficiente continuare ad applicare l’art. 36 della Costituzione, intervenendo solo per stabilire le caratteristiche della rappresentatività richieste ai sindacati per ottenere l’efficacia generale delle clausole retributive.

Sì al sostegno del reddito per chi cerca lavoro. Ma attenzione! (di Roberta Bortone)

Il Decreto-legge che introduce il Reddito di cittadinanza lo presenta come misura di sostegno al reddito di quanti, esclusi dagli ammortizzatori sociali e in condizione di povertà, dimostrino di essere alla ricerca di un lavoro. Ma le difficoltà applicative sul versante dei servizi per l’impiego rischiano di trasformarlo in una semplice misura assistenziale di contrasto alla povertà.

Fine anno e fine legislatura (di Roberta Bortone)

È difficile fare un bilancio dei cinque anni di questa legislatura. Sul versante del diritto del lavoro molto è stato segnato dal c.d. Jobs Act: auspicato da alcuni e strenuamente contrastato e contestato da altri, non pare aver prodotto né grandi effetti positivi né notevoli danni. La legislatura si chiude comunque con un bilancio positivo grazie agli interventi in tema di diritti civili.

Il “Jobs Act” è legge

Il “Jobs Act” fortemente voluto dal Governo è stato approvato definitivamente dalle Camere ed è diventato legge: la legge 10 dicembre 2014, n. 183, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 290 dello scorso 15 dicembre

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