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Licenziamento collettivo illegittimo se il datore non comunica i criteri di scelta del personale in eccedenza

Con Ordinanza n. 22366 del 6 settembre 2019 la Suprema Corte, Sez. Lavoro, ha ritenuto che nell’ambito di una procedura di licenziamento collettivo il datore debba necessariamente indicare i criteri di scelta del personale licenziato nel contesto delle comunicazioni inviate ai lavoratori ed alle organizzazioni sindacali, pena l’illegittimità dei provvedimenti

Nullo il licenziamento del lavoratore assente per malattia in caso di mancato superamento del periodo di comporto. L’azienda ha l’obbligo di reintegrare.

Con la Sentenza n. 19661 del 22 luglio 2019, la Cassazione ha avuto modo di ribadire l'orientamento secondo cui il licenziamento intimato prima della scadenza del periodo di comporto è affetto di nullità specificando altresì che le conseguenze di tale nullità vanno tratte dalla disciplina generale contenuta in seno al

Cassazione: il dipendente licenziato per ritorsione ha diritto alla reintegra nel posto di lavoro

REPUBBLICA ITALIANA            Ud. 22/09/10 IN NOME DEL POPOLO ITALIANO  R.G.N. 25402/2007 LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. FOGLIA   Raffaele                        - rel. Presidente  - Dott. STILE    Paolo                                - Consigliere - Dott. BANDINI  Gianfranco                           - Consigliere - Dott. ZAPPIA   Pietro                               - Consigliere - Dott. MELIADO Giuseppe                             - Consigliere - ha pronunciato la seguente: SENTENZA sul ricorso proposto

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