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Sui criteri di interpretazione del CCNL in presenza di contratti integrativi

Con Ordinanza n. 30664 del 25 novembre 2019, la Suprema Corte di Cassazione, Sez. Lavoro, ha affermato che, nell’ambito dell’interpretazione dei contratti collettivi, quando sia presente anche una contrattazione integrativa, è decisivo il criterio logistico-sistematico che impone di prendere in considerazione anche le clausole esterne al CCNL stesso. IL FATTO- Un

Illegittimo il licenziamento del lavoratore che non presta consenso alla riduzione della retribuzione

Con Sentenza n. 31527 del 3 dicembre 2019, la Suprema Corte di Cassazione, sez. Lavoro, ha ritenuto ritorsivo il licenziamento irrogato ad un lavoratore per giustificato motivo oggettivo, quando la crisi aziendale addotta alla base del recesso, seppur effettivamente sussistente, non sia la vera motivazione sottesa al provvedimento espulsivo. IL FATTO- Una

Licenziamento disciplinare: il lavoratore va reintegrato in caso di insussistenza del fatto contestato

  Con Sentenza n. 31529 del 3 dicembre 2019, la Cassazione ha affermato che, quando vi sia sproporzione tra sanzione espulsiva ed infrazione, va riconosciuta al lavoratore licenziato la tutela risarcitoria di cui all'art. 18 dello Statuto dei lavoratori, a meno che la condotta in addebito non coincida con una delle fattispecie per

Pubblico impiego: sono dovute differenze retributive per mansioni superiori nel caso di intervenuto rinnovo contrattuale?

Con Sentenza n. 29624 del 14 novembre 2019, la Suprema Corte di Cassazione, Sez. Lavoro, ha affermato che se per il nuovo CCNL le mansioni superiori rientrano nel livello di inquadramento del dipendente pubblico, questi perde il diritto all'aumento di stipendio. IL FATTO- Un lavoratore, pubblico dipendente, adiva il Tribunale competente al

Pubblico impiego: lo svolgimento di mansioni superiori non determina il diritto al superiore inquadramento

   Con Ordinanza n. 26618 del 18 ottobre 2019 la Suprema Corte di Cassazione ha affermato che ai dirigenti pubblici non si applica l'art. 2103 c.c. e, pertanto, lo svolgimento per ragioni sostitutive di mansioni superiori non comporta per questi ultimi l'inquadramento nella relativa qualifica. IL FATTO - Un  medico ricorreva giudizialmente al fine di ottenere il

Il lavoratore che violi il ‘minimo etico’ è punibile anche senza affissione del codice disciplinare

Con Sentenza n. 28741 del 7 novembre 2019, la Suprema Corte di Cassazione ha chiarito che si applica anche al pubblico impiego il principio per cui non è necessaria la previa affissione del Codice disciplinare per il perseguimento delle violazioni che superano i limiti del c.d. minimo etico. IL FATTO- Un dipendente comunale

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