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Indennità da licenziamento illegittimo più alta se il lavoratore è separato con figli

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Con Sentenza n. 7701 del 6 aprile 2020, la Suprema Corte di Cassazione, Sez. Lavoro, ha affermato che, ai fini della liquidazione dell’indennità riconosciuta al dipendente in caso di licenziamento illegittimo la condizione di genitore separato con un figlio giustifica una maggiorazione.

IL FATTO- Un lavoratore, pretendendo di essere stato ingiustamente licenziato proponeva ricorso innanzi al Tribunale competente. Il Tribunale accoglieva parzialmente l’impugnativa giudiziale del licenziamento proposta dal lavoratore, riconoscendo al medesimo un’indennità pari a venti mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto.
La società datrice impugnava la predetta pronuncia, ritenendo eccessiva la misura dell’indennità liquidata al dipendente, anche alla luce del fatto che ad alcuni suoi colleghi, con una maggiore anzianità di servizio, era stata riconosciuta una cifra minore. La Corte d’appello confermava la decisione di primo grado.

LA DECISIONE DELLA CORTE- La Suprema Corte di Cassazione, confermando le precedenti decisioni, ha chiarito che ai sensi dell’art. 18, comma 5, dello Statuto dei Lavoratori, gli elementi di cui deve tenere conto il Giudice nella liquidazione dell’indennità, in caso di declaratoria di illegittimità del licenziamento, sono: l’anzianità del lavoratore, il numero dei dipendenti occupati dall’azienda, le dimensioni dell’attività economica della stessa, il comportamento e le condizioni delle parti.

Il Collegio ha dunque evidenziato come la condizione personale e familiare del lavoratore illegittimamente licenziato assume un ruolo fondamentale nella quantificazione di tale indennità, riconoscendo un potere discrezionale al Giudice in ordine all’individuazione dell’ammontare dell’indennità che, se adeguatamente motivata, non può essere censurata in sede di legittimità.

Su tali presupposti, dunque, la Corte ha rigettato il ricorso della società.

Il testo completo della decisione: Cassazione civile, Sez. Lavoro, Sentenza n. 7701 del 2020

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