Categoria
Home > Giurisprudenza > Visite fiscali: l’assenza è giustificata solo se dovuta ad un’effettiva urgenza

Visite fiscali: l’assenza è giustificata solo se dovuta ad un’effettiva urgenza

Condividi

Con Ordinanza n. 24492 del 1 ottobre 2019 la Suprema Corte, Sez. Lavoro, ha ritenuto che l’assenza del lavoratore in malattia alla visita fiscale durante le fasce di reperibilità è giustificata solo laddove sussista una reale urgenza nel momento in cui la visita stessa viene effettuata.

IL FATTO – Un lavoratore impugnava la sanzione disciplinare che gli era stata irrogata dal datore per essere risultato assente alla visita medica di controllo domiciliare effettuata dall’INPS durante il periodo di astensione dal servizio per malattia, adducendo che l’assenza alla visita fiscale era da imputare ad un giustificato motivo consistente nella circostanza per cui il lavoratore aveva dovuto accompagnare il figlio minore con problemi di salute in ospedale, per un ricovero convenuto con i medici la notte precedente quando si era recato con il bambino al pronto soccorso. In prime e seconde cure i Giudici ritenevano che tale circostanza non manifestasse il carattere dell’urgenza, sul presupposto che solo un ricovero urgente in orario corrispondente alla visita fiscale avrebbe potuto giustificare l’assenza del prestatore al controllo dell’INPS, così dichiarando la soccombenza del lavoratore, che ricorreva innanzi alla Cassazione.

LA DECISIONE DELLA CASSAZIONE – La Suprema Corte ha confermato i provvedimenti di primo e secondo grado.

Ribadendo il principio per cui il giustificato motivo di esonero del lavoratore in stato di malattia dall’obbligo di reperibilità a visita domiciliare di controllo non ricorre solo nelle ipotesi di forza maggiore, ma corrisponde ad ogni fatto che – consistendo in un’improvvisa e cogente situazione di necessità – alla stregua del giudizio medio e della comune esperienza possa rendere plausibile l’allontanamento del lavoratore dal proprio domicilio, la Corte ha ritenuto ingiustificata l’assenza del lavoratore.

Poiché nel caso di specie l’urgenza – effettivamente sussistente durante la notte, quando il lavoratore aveva accompagnato suo figlio al pronto soccorso – non era ravvisabile, invece, al momento del ricovero del minore avvenuto nell’orario previsto per le visite fiscali, il Supremo Collegio ha rigettato il ricorso del lavoratore.

Testo completo della decisione: Cassazione Civile, Sez. Lavoro, Ordinanza n. 24492 del 2019

 

Top
css.php