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Sui criteri di determinazione della legge applicabile al rapporto di lavoro transnazionale

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Con Sentenza n. 30416 del 21 novembre 2019, la Suprema Corte  di Cassazione ha affermato che, quando il Paese in cui si svolge abitualmente la prestazione lavorativa non coincide con quello di stipula, la legge applicabile al contratto debba essere individuata dal Giudice nella normativa dello Stato con cui, dall’esame concreto delle circostanze, emerge che il rapporto lavorativo abbia un legame più stretto.

IL FATTO – Un Istituto tedesco proponeva opposizione giudiziale avverso il decreto ingiuntivo con cui veniva ordinato il pagamento, in favore di una dipendente, di un’ingente somma di danaro a  titolo di TFR. L’Istituto deduceva, a fondamento della domanda, oltre al difetto di giurisdizione, la circostanza per cui la dipendente aveva accettato di applicare al proprio rapporto di lavoro il contratto collettivo tedesco, che non prevede il TFR a fronte di una retribuzione mensile maggiore.

LA DECISIONE DELLA CORTE – La Suprema Corte, affermando preliminarmente che l’art. 6 della Convenzione di Roma ha fissato i principi fondamentali cui attenersi al fine di comprendere quale sia la legge applicabile ad un rapporto di lavoro che presenti profili di transnazionalità, ha accolto il ricorso dell’Istituto.

Atteso che la norma citata prevede che:

– le parti possono liberamente scegliere la legge applicabile al contratto di lavoro, a condizione che tale scelta non privi il dipendente delle garanzie fissate dalle norme imperative di legge che opererebbero se non fosse stata effettuata alcuna scelta (par. 1);
– in caso di mancanza di scelta ad opera delle parti, debba essere applicata la legge del Paese in cui il lavoratore svolge abitualmente la propria prestazione o, in mancanza di detto luogo, la normativa dello Stato in cui si trova la sede che ha proceduto ad assumere il dipendente (par. 2);

la Corte ha affermato che il Giudice chiamato a verificare quale sia la legge applicabile al contratto di lavoro deve fare riferimento, in primis, ai criteri di collegamento stabiliti e valutare se dall’esame concreto delle circostanze emerga che il contratto di lavoro sia legato più strettamente con un altro Stato.

Applicando tali principi al caso di specie, la Suprema Corte ha dunque accolto il ricorso dell’Istituto.

ll testo completo della decisione: Cassazione Civile, Sez. Lavoro, Sentenza n. 30416 del 2019

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