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Scuola, educazione civica e diritto del lavoro (di Giuseppe Leotta)

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In data 20 agosto è stata promulgata (e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale) la Legge n. 92/2019 con cui è stato reintrodotto l’insegnamento obbligatorio dell’educazione civica nella Scuola (primaria e secondaria).

Si tratta, a parere di chi scrive, di un provvedimento senz’altro positivo. Un segnale importante che delinea un passaggio di evidente discontinuità in un periodo, quello attuale, di evidente imbarbarimento della convivenza civile.

Troppo spesso, peraltro, nella vita di tutti i giorni abbiamo modo di constatare, anche da parte di cittadini che ricoprono (immeritatamente?) ruoli importanti, la grave ed inescusabile ignoranza dei principi basilari – contenuti in seno alla Costituzione entrata in vigore il 1° gennaio 1948 – che sono alla base della nostra comunità nazionale. Ignoranza che non può non essere la principale ragione del predetto imbarbarimento.

Si spera, pertanto, che la re-introduzione dello studio obbligatorio dell’educazione civica nelle scuole possa, a regime, migliorare la “cultura costituzionale” della futura classe dirigente del Paese con tutto ciò che da questo miglioramento potrà discendere.

Scendendo sul piano dei “dettagli”, da giuslavorista mi pace sottolineare come la Legge in parola, all’art. 3, comma 1, lettera d) preveda che le emanande linee guida ministeriali con cui dovranno essere definiti i programmi di studio dovranno assumere a riferimento, tra le varie tematiche, “elementi fondamentali di diritto, con particolare riguardo al diritto del lavoro“.

Ebbene sì, proprio il diritto del lavoro. Perchè il diritto del lavoro – scientificamente “autonomo” solo dagli anni ’50 del secolo scorso (essendo nato per “distacco” dal diritto civile) – è alla base, costituendone il fulcro, della nostra società.

Ed infatti: “l’Italia è una repubblica democratica, fondata sul lavoro” (art. 1 Costituzione); “la Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto” (art. 4 Costituzione); “la Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni” (art. 35 Costituzione).

Considerato che, allo stato, il sistema pubblico di Istruzione non sembra avere in organico docenti specificamente abilitati all’insegnamento dell’educazione civica, auspico che la comunità scientifica dei giuslavoristi si faccia promotrice, nell’ottica di rendere un servizio al Paese, di ogni opportuna azione al fine “aiutare” il MIUR ad attuare nel migliore dei modi (per esempio mettendosi a disposizione per la formazione dei docenti) questo importante progetto nella consapevolezza del ruolo decisivo che il diritto del lavoro assume nell’ambito della società.

Avv. Giuseppe Leotta

Per scaricare il testo normativo: Legge 20 agosto 2019 n. 92

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