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Consiglio di Stato: sull’appalto di servizi e sulla connessa somministrazione di manodopera (di Fulvio Graziotto)

Secondo il Consiglio di Stato (sentenza n. 1571 del 2018) in fattispecie di appalto in cui la prestazione richiede esclusivamente l’impiego di manodopera, il criterio dell’effettivo esercizio del potere di organizzazione e di direzione, da parte dell’appaltatore o del committente, assume valore decisivo al fine di valutare la genuinità o meno dell’appalto.

L’interessante approfondimento sulla precarietà della sociologa Mirella Giannini (Università di Napoli Federico II)

Si parla molto, e ormai da anni, di precarietà, ma spesso senza aver chiari i vari possibili significati di questo termine. Abbiamo ricevuto e pubblichiamo volentieri un saggio di Mirella Giannini, sociologa del lavoro nell'Università "Federico II" di Napoli, che ci accompagna in un percorso di chiarimento sull'evoluzione del concetto di precarietà,  nato

Dichiarata incostituzionale l’indennità proporzionata alla sola anzianità di lavoro in caso di licenziamento ingiustificato

La Corte Costituzionale, con la sentenza del 26 settembre 2018, n. 194 ha dichiarato l’illegittimità dell’art. 3, comma 1, del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 23 (c.d. Jobs Act) – sia nel testo originario sia nel testo modificato dall’art. 3, comma 1, del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87 (c.d. Decreto Dignità – limitatamente alle parole «di importo pari a due mensilità dell’ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del trattamento di fine rapporto per ogni anno di servizio».

Controlli del datore di lavoro legittimi anche se occulti (di F. Graziotto)

Secondo la sentenza della Corte di Cassazione n. 8373 del 2018 le garanzie degli artt. 2 e 3 dello Statuto dei lavoratori operano esclusivamente con riferimento all’esecuzione della attività lavorativa in senso stretto e non si estendono agli eventuali comportamenti illeciti commessi dal lavoratore in occasione dello svolgimento della prestazione, che possono essere liberamente accertati dal personale di vigilanza o da terzi.

Risarcibile anche il danno da mobbing non continuativo ovvero straining

Secondo Cass. n. 7844 del 2018, il datore di lavoro è tenuto ad evitare situazioni “stressogene” sul posto di lavoro, che incidono sul diritto alla salute anche in mancanza di un preciso intento persecutorio, e quindi a fare in modo che non si manifestino azioni ostili, anche se numericamente limitate e in parte distanziate nel tempo, ma comunque tali da provocare una modificazione negativa, costante e permanente, della situazione lavorativa.

Il licenziamento per scarso rendimento va parametrato alla media di attività tra i vari dipendenti (di F. Graziotto)

Secondo la Corte di Cassazione il licenziamento intimato al lavoratore per scarso rendimento è legittimo solo qualora risulti provato, sulla sulla scorta della valutazione complessiva dell’attività resa dal lavoratore stesso ed in base agli elementi dimostrati dal datore di lavoro, un’evidente violazione della diligente collaborazione dovuta dal dipendente in conseguenza dell’enorme sproporzione tra gli obiettivi fissati dai programmi di produzione per il lavoratore e quanto effettivamente realizzato nel periodo di riferimento, avuto riguardo al confronto con la media di attività tra i vari dipendenti ed indipendentemente dal conseguimento di una soglia minima di produzione.

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