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Antisindacale non autorizzare assemblea convocata da un singolo membro della RSU

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Con Sentenza n. 2862 del 6 febbraio 2020, la Suprema Corte di Cassazione, Sez. Lavoro, ha affermato che il diritto di indire l’assemblea sindacale non spetta solo alla Rappresentanza Sindacale unitaria (RSU)  considerata collegialmente, ma anche al singolo membro, se regolarmente eletto.

IL FATTO- Una nota sigla sindacale ricorreva innanzi al Tribunale competente lamentando la condotta antisindacale della società datrice che non aveva autorizzato lo svolgimento di un’ora di assemblea retribuita, poiché questa era stata convocata dai soli componenti della Rappresentanza Sindacale unitaria (RSU) eletti nelle proprie liste. Il Tribunale di prime cure riteneva la condotta antisindacale della condotta della società, mentre la Corte d’appello competente riformava la sentenza di primo grado.

LA DECISIONE DELLA CORTE- La Corte, ribaltando quanto stabilito dalla Corte d’Appello, ha affermato che dal combinato disposto degli artt. 4 e 5 del T.U. sulla rappresentanza del 2014 è evincibile la legittimazione di un singolo componente della RSU a chiedere la convocazione dell’assemblea.

Ad avviso del Collegio, infatti:

  • tale interpretazione non contrasta con il principio di maggioranza stabilito dalla citata normativa quale criterio di espressione delle decisioni della RSU in quanto organo collegiale, atteso che il potere di indire un’assemblea conferisce al singolo componente l’esercizio di un diritto che, di per sé, non comporta decisioni vincolanti nei confronti degli altri membri;
  • l’unica condizione necessaria ai fini dell’esercizio di tale  prerogativa consiste nella circostanza per cui il componente della RSU che richieda l’assemblea sia stato eletto nelle liste di un sindacato dotato di rappresentatività ai sensi dell’art. 19 dello Statuto dei lavoratori.

Sulla scorta di tali presupposti, dunque, la Suprema Corte ha accolto il ricorso dell’organizzazione sindacale.

Il testo completo della decisione: Cassazione civile, Sez. Lavoro, Sentenza n. 2862 del 2020

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