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Malattia: legittima l’assenza alla visita di controllo se giustificata

La Corte di Cassazione, con la Sentenza 22 luglio 2019 n. 19668, ha ribadito che l’obbligo di reperibilità alla visita medica di controllo comporta che l’allontanamento dell’abitazione indicata all’INPS quale luogo di permanenza durante la malattia è giustificato solo quando tempestivamente comunicato agli organi di controllo.Se tale comunicazione è stata

Nullo il licenziamento del lavoratore assente per malattia in caso di mancato superamento del periodo di comporto. L’azienda ha l’obbligo di reintegrare.

Con la Sentenza n. 19661 del 22 luglio 2019, la Cassazione ha avuto modo di ribadire l'orientamento secondo cui il licenziamento intimato prima della scadenza del periodo di comporto è affetto di nullità specificando altresì che le conseguenze di tale nullità vanno tratte dalla disciplina generale contenuta in seno al

Cassazione: il lavoratore ha diritto a non lavorare nei giorni festivi infrasettimanali

Con Sentenza n. 18887 del 15 luglio 2019, la Cassazione ha affermato che “il diritto del lavoratore di astenersi dall’attività lavorativa in occasione di festività infrasettimanali celebrative di ricorrenze civili è un diritto soggettivo ed è pieno con carattere generale”. Di conseguenza, secondo la Corte, la possibilità di una prestazione lavorativa

Furbetti della “104”: legittimo il licenziamento del lavoratore che utilizza i permessi con modalità fraudolenta

I FATTI - Il datore di lavoro aveva scoperto, servendosi di un’agenzia di investigazione privata, che un proprio dipendente, anziché prestare assistenza al familiare per il quale aveva chiesto un permesso ex art. 33 della Legge 104/1992, aveva svolto attività varie di tipo personale (presso esercizi commerciali ed altri luoghi comunque

Cassazione: in appello è legittimo quantificare i crediti vantati diversamente rispetto a quanto fatto in primo grado (di Fulvio Graziotto)

La Corte di Cassazione (sentenza n. 834 del 2019) ha stabilito che la diversa quantificazione o la specificazione della pretesa, se ne restano fermi i fatti costitutivi, non comporta la prospettazione di una nuova "causa petendi" rispetto a quella dedotta in primo grado, che in quanto tale sarebbe inammissibile in

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