Direttori di Accademie e Conservatori ed elezioni RSU

 

Ritengo opportuno non attardarmi in arzigogolate analisi giuridiche, per cui, al contrario, cercherò ed andare subito al nocciolo del “problema”. Non me ne vogliate se l’analisi, gioco forza, dovesse risultare eccessivamente   sintetica e/o schematica: trattasi di circostanza voluta.

Orbene, se ho usato le virgolette quando ho utilizzato il termine problema è perché, in realtà, al contrario, la situazione mi sembra, una volta tanto, così chiara da non poter legittimare l’insorgenza di alcun dubbio, a meno che non si agisca in  mala fede (non si sa bene per quali recondite ragioni).

Primo. Le RSU sono rappresentanze dei lavoratori elette dagli stessi fra gli stessi.

Secondo. I rappresentanti RSU eletti siedono al tavolo della contrattazione decentrata e negoziano con la parte pubblica (direttore e presidente, per quanto di competenza di ciascuno).

Terzo. I direttori didattici delle Istituzioni AFAM, ai sensi dell’art. 25, comma 9, D. Lgs. 165/2001, sono equiparati ai capi d’istituto delle amministrazioni scolastiche e la loro attività lavorativa, per il periodo in cui svolgono tale delicata funzione, è regolamentata dal CCNL per il personale dirigente dell’AREA V.

Conclusione. Un soggetto, quale il Direttore, che possiamo definire alter ego del datore di lavoro non può, per ragioni logiche prima ancora che giuridiche, vantare alcun diritto di elettorato attivo. Ve lo immaginate Marchionne che vota alle RSU Fiat?

Post Scriptum. Ma per quali ragioni certi direttori (non tutti, ovviamente) si ostinano a rivendicare un diritto che, oggettivamente, non possono vantare? Non sarebbe più opportuno mantenere un profilo più distaccato, super partes? Non ne va della loro autorevolezza? Mah…chi li capisce è bravo!

Avv. Giuseppe Leotta

I commenti sono chiusi.