Conservatorio di Matera: se hai ragione paghi due volte

Quando, nel lontano 2005, una prestigiosa Organizzazione Sindacale del comparto AFAM si è rivolta a me per chiedermi consulenza e assistenza non avevo ancora idea della complessità, non solo giuridica, di questo settore.Piano piano, approfondendo varie problematiche giuridiche, mi sono reso conto dell’esistenza di tante criticità che, magari, un non addetto ai lavori stenta finanche ad immaginare.

E, purtroppo, ho dovuto ammettere a me stesso che spesso la realtà ha superato, e di gran lunga, anche la più fervida immaginazione.

Potrei fare una caterva di esempi (di alcuni dei quali ho già scritto), ma mi sembra un esercizio sterile.

Mi limito all’ultimo in ordine cronologico.

Conservatorio di Matera. Un docente delegato sindacale si candida a Direttore e perde. Poco dopo l’insediamento in carica del suo competitor elettorale questo docente si vede privato della propria scrivania e della propria stanza (che aveva occupato negli ultimi 25 anni) e viene relegato in un ambiente che lascia seri dubbi sul dovuto rispetto della normativa vigente in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro. A torto o ragione (non è questo il punto), questo docente espone le proprie perplessità nelle sedi competenti. Gli organismi deputati alle dovute verifiche (in primis la ASL) sembrerebbero condividere le perplessità del docente. Qualcuno, forse, non digerisce il tanto ardire del docente che, in circa due anni, viene letteralmente “bombardato” di procedimenti disciplinari. Tale situazione, com’è intuibile, provoca l’insorgenza di una grave patologia (regolarmente certificata dalla struttura pubblica che tuttora ha in cura il docente).
Il problema, in questa sede, non è quello di denunciare angherie e vessazioni in ipotesi subite dal lavoratore (non ci interessa ed il sottoscritto, legale del suddetto docente, sarebbe – evidentemente – di parte). La questione sarà affrontata nelle sedi competenti (Aule di Giustizia).

La circostanza che lascia sgomenti è invece un’altra. Ottenuta, per tre dei quattro procedimenti disciplinari, l’archiviazione (fondata su elementi in fatto ed in diritto talmente evidenti ab origine da poterci far dire, senza timore di smentita alcuna, che quei medesimi procedimenti non dovevano neppur essere avviati… e, se così è, perché lo sono stati?), il suddetto docente si è limitato a richiedere, con due separate missive, il rimborso delle spese di trasporto sostenute per recarsi a Roma e la rifusione degli onorari corrisposti al sottoscritto. Il tutto richiamando a supporto delle proprie richieste sia le disposizioni normative di riferimento che precedenti giurisprudenziali (di Cassazione).

Non mi stupisce il fatto che il Conservatorio abbia rispedito le richieste al mittente (tipico delle Pubbliche Amministrazioni); mi ha invece lasciato esterrefatto (per usare un eufemismo) leggere, a firma del Direttore dell’Istituzione, quanto segue: «…l’atto (n.d.r. contenente le richieste del docente) è stato inoltrato alla competente Avvocatura Distrettuale dello Stato, per la tutela delle ragioni del Conservatorio di Musica di Matera dinnanzi ai competenti organi giudiziari, ivi compresi gli eventuali profili risarcitori per danni da atti emulativi e quant’altro, subiti dall’Istituto, atteso che l’iniziativa ha avuto comunque l’effetto di sottrarre tempo e risorse alla trattazione degli affari istituzionali»!

Sarebbe a dire: hai chiesto il rimborso delle spese vive e degli onorari legali che hai dovuto sostenere perché il Conservatorio ha avviato contro di te procedimenti disciplinari poi conclusisi con l’archiviazione? Bene, la cosa ci disturba perché ci fa perdere tempo… e allora i danni  li chiediamo noi a te!

Si, proprio così… avete capito bene!

Ma come? Un’Amministrazione può sollevare contestazioni disciplinari palesemente infondate costringendo un lavoratore a difendersi (e cioè a sostenere dei costi non indifferenti) ed a quest’ultimo non è consentito neanche avanzare una richiesta per iscritto perché ciò fa “perdere tempo” all’Amministrazione che deve scomodarsi a rispondere???

Se così fosse dovremmo rassegnarci ad ammettere l’esistenza di cittadini di “serie b” (i lavoratori) a fronte di “unti dal Signore” (i Direttori delle Istituzioni AFAM)! Con la ovvia eccezione di quei Direttori equilibrati che, di fronte a certe “intemperanze” dei colleghi, sono i primi a dolersi. Infatti è indubbio che queste “iniziative” procurino il giustificato malcontento dei docenti e, di conseguenza, insofferenza verso la categoria dei Direttori, compresi quelli che non lo meritano.

Mi sembra tuttavia che, con tutta franchezza, nel caso di specie si sia andati ben oltre il “motto” del famigerato Marchese Onofrio del Grillo!

Concludo riportando uno stralcio della mia risposta, che è stata in questi termini: «in relazione alla esternata volontà di avviare procedure legali al fine di ottenere il risarcimento di fantomatici danni (supposti) subiti, si invita il Conservatorio ad agire IMMEDIATAMENTE, come è proprio diritto, nelle sedi competenti. Sarà per questa difesa l’occasione per richiedere una condanna per lite temeraria ex art. 96 c.p.c. nonché, conseguentemente, informare la competente Magistratura contabile».
Voglio proprio vedere se faranno ricorso …sperando che questa volta non ci deludano!

Avv. Giuseppe Leotta

P.S.: lascio la parola al mitico Alberto Sordi

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