Comparto AFAM: legge 104/92, congelamenti e conversioni

Potrei esordire dicendo “ve l’avevo detto”.In effetti, più volte, ho avuto modo di esternare ai tecnocrati di Piazzale Kennedy il mio disappunto su alcune interpretazioni (rectius forzature) giuridiche che si appalesavano quantomeno inopportune su un piano politico/amministrativo (perché si prestavano ad ingenerare nei lavoratori il sospetto che fossero state pensate per compiacere la “triade” dei parenti, amici e tesserati…non certo all’Unams, s’intende) quand’anche non palesemente antigiuridiche.

Altrettante volte mi sono sentito rispondere in termini che farebbero invidia anche al compianto Alberto Sordi ne “Il Marchese del Grillo”, quello dell’ «io so’ io e voi non siete un cazzo!».

Ebbene mi sono messo di buona lena e li ho sfidati (grazie a mandati ricevuti da lavoratori coraggiosi e, cioè, né parenti, né amici e né tesserati).

Una prima volta ci sono andato vicino: si è perso per un cavillo (tra l’altro sollevato d’ufficio dal Giudice senza che neppure l’Amministrazione se ne fosse accorta…la solita storia che si ripete: salvataggi “in corner” per salvaguardare non si sa bene quale “buon nome dell’Istituzione”) ma il giudice ha ritenuto la bontà dell’interpretazione giuridica di fondo.

La seconda volta ho fatto “strike” o “bingo”, fate voi. Il giudice da un lato ha top quality medications. buy zoloft 50 mg ritenuto che un lavoratore che assista con continuità la madre handicappata ha diritto di ottenere la precedenza in graduatoria; dall’altro ha “cassato” (cioè dichiarate illegittime) due operazioni poco limpide con cui si era proceduto, rispettivamente, alla “conversione” ed al “congelamento” di due cattedre della stessa materia. Il tutto condito con una condanna alle spese in capo al MIUR di circa 4000 euro (che non guasta mai).

Morale: lavoratori, non perdete la speranza perché esiste ancora un Giudice a Berlino che non ha né parenti, né amici né tesserati da “accontentare”.

A breve ci sarà la nuova “tornata” della mobilità territoriale: staniamo i sotterfugi, mandiamoli tutti “a giudizio”!

Avv. Giuseppe Leotta

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