CISL-AFAM: ANOMALIE IMBARAZZANTI?

Tempo fa ho ricevuto una lettera a firma del Segretario dell’O.S. CISL-AFAM, sezione Accademia di Reggio Calabria.

Il contenuto della medesima mi ha lasciato basito e mi ha fatto interrogare su un elemento di fondo: può, o meno, la CISL-AFAM essere considerata un Sindacato dei lavoratori nei termini in cui ce lo hanno descritto i grandi Maestri del Diritto Sindacale sui Manuali o è un qualcosa di diverso?

Più volte ho espresso perplessità, di natura politica, su una certa “vicinanza” fra la CISL-AFAM e la controparte ministeriale, ma la citata lettera va oltre ogni mia immaginazione.

Mi spiego meglio.

In nome e per conto di due mie Assistite (docenti dell’Accademia) ho inoltrato un tentativo di conciliazione in cui ho evidenziato una serie di comportamenti che si ritengono (a torto o a ragione, non è questo il punto) illegittimi. Quindi un atto che per sua natura è indirizzato al datore di lavoro (l’Accademia) che però non si è ancora peritato di rispondere anche perché, a dire il vero, non ne è tenuto.

Allora, vi chiederete, dove sta l’anomalia? L’anomalia sta nel fatto che, nel silenzio dell’Amministrazione, ci ha pensato la CISL-AFAM a prenderne le difese con la citata lettera in seno alla quale si fa anche riferimento al numero di protocollo con cui è stato acquisito il predetto tentativo di conciliazione (ma come fa il Segretario della CISL-AFAM a conoscerlo? Trattasi evidentemente di un documento contenente dati sensibili che non poteva essere comunicato a nessuno)!

Inoltre, anomalia nell’anomalia, il contenuto della nota CISL-AFAM è davvero sconcertante: «respingiamo i contenuti delle affermazioni espresse dalle Sue assistite … (omissis)… stigmatizziamo con fermezza i toni ingiustificatamente utilizzati nei confronti dell’Accademia…. (omissis) … la ricostruzione dei fatti è chiaramente finalizzata alla ricostruzione degli stessi nei termini utili alle Prof.sse X e Y… (omissis) … sottoliniamo la libera e gratuita interpretazione … (omissis)… è opportuno che le Sue assistite riflettano, con il Suo aiuto, sulle loro obiettive responsabilità, non alimentando ragioni di turbative e tensioni»!

Il punto, con tutta evidenza, non è se le Prof.sse X e Y abbiano o meno ragione (in proposito sarà chiamato a pronunciarsi un Giudice terzo). Il vero elemento critico è il seguente: come si permette, un soggetto che si autodefinisce Sindacato di lavoratori, ad intervenire in una vicenda di cui non è parte, per giunta esprimendo dei giudizi di valore e svolgendo, di fatto, la funzione di difensore d’ufficio dell’Accademia e del suo Direttore (e, cioè, del datore di lavoro)?

O, meglio, la CISL-AFAM può pure prendersi la briga di fare ciò che ha fatto (in un paese libero e democratico tutti possono esprimere le proprie opinioni, vivaddio) ma, se lo fa, deve smettere di autodefinirsi Sindacato dei lavoratori. Le due cose, evidentemente, sono ontologicamente incompatibili. O mi sbaglio?

Spero che qualcuno sappia schiarirmi le idee!


Avv. Giuseppe Leotta

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