Scritto da: Avv. Giuseppe Leotta il 05/10/2009 alle ore 23:13, nella categoria News
Il "padre" dello Statuto dei lavoratori si è spento a Roma all'età di 82 anni. Era stato anche ministro del Lavoro.
Gino Giugni, cuore socialista e riformista, è morto a 82 anni a Roma dopo una lunga malattia. Per la scomparsa di Giugni, considerato il padre dello Statuto dei Lavoratori, l'intero arco politico ha espresso il suo cordoglio. Il presidente, Giorgio Napolitano, ne ha ricordato la figura ripercorrendo i due fatti più rilevanti della vita politica del giuslavorista e della sua "dedizione" allo stato democratico: "é stato uno studioso di altissimo livello, - ha detto Napolitano - riconosciuto ispiratore di una moderna scuola di diritto del lavoro, e allo stesso tempo è stato, ancor prima di approdare in Parlamento e al governo, promotore di una legislazione sociale avanzata culminata nello Statuto dei diritti dei lavoratori".
Il Presidente ha ricordato anche, parlando dell'agguato delle Br, nell'83, che Giugni "pagò il suo impegno democratico con la vile aggressione del terrorismo brigatista che colpì gravemente il suo fisico". Giugni - riporta la biografia - era nato a Genova il primo agosto del '27. Professore di diritto del lavoro all'università di Roma, è stato presidente del Psi ed è appunto considerato il padre dello 'Statuto dei diritti dei lavoratori' del 1970. Dottore honoris causa alle Università di Buenos Aires e di Nanterre, ha insegnato a Parigi e Los Angeles, ed è stato presidente dell'Accademia europea di diritto del lavoro. Collaboratore negli anni '60 del ministro del Lavoro Giacomo Brodolini, negli anni '80 Giugni ha presieduto le commissioni ministeriali per la riforma delle liquidazioni e sul costo del lavoro.
Nel marzo del 1983 è stato gambizzato a Roma dalle Brigate Rosse. Eletto senatore nelle politiche dell'83, Giugni é diventato presidente della commissione Lavoro di Palazzo Madama. Dall'aprile 93 al maggio 94 ha ricoperto la carica di ministro del Lavoro e della sicurezza sociale del governo Ciampi. Negli ultimi anni è stato presidente della Commissione di Garanzia dell'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali. Tra le manifestazioni di cordoglio arrivate, oltre a quelle politiche, quella del presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, che ha di Gino Giugni un "ricordo affettuoso e di riconoscenza per aver fatto tutto ciò che ha fatto per il nostro Paese". Un ricordo è arrivato anche dai leader sindacali: "Giugni - dice il leader della Cgil, Guglielmo Epifani - è stato un grande protagonista della riforma del diritto del lavoro e della legislazione sociale, un vero riformatore, un intellettuale di altissimo profilo". Secondo il segretario della Uil, Luigi Angeletti, "Giugni sarà ricordato nella storia del nostro Paese come l'ispiratore della legge più importante che i lavoratori hanno avuto, come lo statuto". Il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, lo ricorda come "un grande studioso, un grande politico, amico dei lavoratori e del riformismo sociale italiano".
Fonte: ANSA
Personalmente ho avuto l'onore di conoscere il Prof. Gino Giugni che, senza alcuna retorica, può essere considerato un vero Maestro per tutti i giuristi che si cimentano (in campo forense come in quello accademico) con le problematiche connesse ai rapporti di lavoro ed alle relazioni sindacali. Fra qualche giorno pubblicherò il ricordo della Prof. Roberta Bortone, docente di diritto del lavoro nell'Università di Roma "La Sapienza", con cui collaboro da molti annni, che ha conosciuto profondamente il Prof. Giugni per esserne stata allieva nell'Università di Bari.
Eccoli entrambi in una foto da me scattata in data 16 maggio 2006, proprio presso l'abitazione del Prof. Giugni.
Avv. Giuseppe Leotta
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Scritto da: odixeeus il 06/10/2009 alle ore 11:32
E' stata una figura politica di altissimo spessore. Il ricordo che ne fa il prof. Leotta indica 2 pensieri principali: 1 battersi contro tutti gli estremismi di destra e di sinistra. 2 che quando si parla di politica e di riformismo, ma anche di rigore morale, giustizia e rispetto dei lavoratori e di tutta l'umanità in generale, bisognerebbe tenere a mente e quindi non dimenticare figure come queste, che purtroppo scompaiono, ma che speriamo appunto non si dimentichino come spesso accade. Oggi i lavoratori di ogni ordine e grado sono in lutto.