LA MOBILITÀ TERRITORIALE NEGATA DEI DIP...
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Nel contesto aziendale di Poste Italiane S.p.A., la mobilità territoriale c.d. volontaria (cioè a richiesta del lavoratore)... [leggi]

Fine anno e fine legislatura
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È difficile fare un bilancio dei cinque anni di questa legislatura. Sul versante del diritto del lavoro molto è stato segnato... [leggi]

Risarcibile anche il danno da mobbing non continuativo ovvero straining (di F. Graziotto) | di

Secondo Cass. n. 7844 del 2018, il datore di lavoro è tenuto ad evitare situazioni “stressogene” sul posto di lavoro, che incidono sul diritto alla salute anche in mancanza di un preciso intento persecutorio, e quindi a fare in modo che non si manifestino azioni ostili, anche se numericamente limitate e in parte distanziate nel tempo, ma comunque tali da provocare una modificazione negativa, costante e permanente, della situazione lavorativa. Continua a leggere

Il licenziamento per scarso rendimento va parametrato alla media di attività tra i vari dipendenti (di F. Graziotto) | di

Secondo la Corte di Cassazione il licenziamento intimato al lavoratore per scarso rendimento è legittimo solo qualora risulti provato, sulla sulla scorta della valutazione complessiva dell’attività resa dal lavoratore stesso ed in base agli elementi dimostrati dal datore di lavoro, un’evidente violazione della diligente collaborazione dovuta dal dipendente in conseguenza dell’enorme sproporzione tra gli obiettivi fissati dai programmi di produzione per il lavoratore e quanto effettivamente realizzato nel periodo di riferimento, avuto riguardo al confronto con la media di attività tra i vari dipendenti ed indipendentemente dal conseguimento di una soglia minima di produzione. Continua a leggere

Nel licenziamento individuale per G.M.O. il datore non deve provare l’andamento economico negativo dell’azienda (di F. Graziotto) | di

Secondo la Cassazione l’andamento economico negativo dell’azienda non costituisce un presupposto fattuale che il datore di lavoro debba necessariamente provare, poiché è sufficiente che le ragioni inerenti all’attività produttiva ed all’organizzazione del lavoro, comprese quelle dirette ad una migliore efficienza gestionale ovvero ad un incremento della redditività, determinino un effettivo mutamento dell’assetto organizzativo attraverso la soppressione di un’individuata posizione lavorativa. Continua a leggere